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Ceramica

  • Rappresentazione allegra e giocosa della capretta, animale caro alla cultura agropastorale sarda, dal gusto delicato e ricercato, pensato per diventare ricordo di viaggio o segno garbato. Può essere realizzata in maiolica bianca o col nero assoluto del bucchero.
     

  • La dettagliata lavorazione del bordo, con elementi sfrangiati e smaltati in oro, incornicia con ricchezza plastica la pregiata ciotola scultura decorata con colature di smalti in tonalità aranciate, terra e verde rame.

  • S’ispirano alle antiche maioliche le brocche in ceramica modellate al tornio e decorate a mano.

  • Appartiene alla linea Folk il piccolo e prezioso servizio da caffè per due, composto da vassoio, tazzine e zuccheriera. Citazioni barocche enfatizzano e caratterizzano la forma del vassoio.

  • Animali stilizzati per la collezione Pecora, oggetti decorativi in ceramica modellati e decorati a mano. Elaborazioni artistiche caratterizzate da bilanciate combinazioni di linee e dettagliate parti descrittive.

Il settore

La ceramica, testimonianza di un significativo passato di tradizioni, mezzo espressivo artistico, innovativo modo d’intendere il fare artigianale. Queste sono le componenti in dialogo che rendono ad oggi così fluente lo scenario della produzione locale.

Il tratto sperimentale si manifesta in modo diversificato. Nel lavoro dei maestri ceramisti le ispirazioni s’intrecciano, echi della tradizione e assunti locali, trasposizioni materiche di concetti, di riti, di suggestioni intangibili, espressi in forme pulite, attuali, adeguate a nuovi utilizzi.

Le procedure accompagnano il processo artigianale. Ceramiche eseguite con eccellenza, tecniche personalizzate all’interno dei singoli laboratori artigiani. La terracotta nuda, porosa, è accostata a smalti e invetriature, contrasti tra superfici brillanti e colori pastosi ad ingobbio. Si diffonde il nero, bucchero e raku, con smaltature cangianti e cavillate. E poi ancora bianco assoluto, oppure oro, lustri e riflessi.

La produzione è varia, oggetti che uniscono forma e funzione oppure elementi decorativi e artistici da integrare nell’ambiente.

La ceramica oggi in Sardegna e le attività artigianali in generale, si sviluppano in un contesto favorevole. L’ultima biennale dell’artigianato locale, la XIX, Domo, riceve nel 2011 il prestigioso premio compasso d’oro per il design. Il riconoscimento mette in luce un cambiamento importante, un rinnovato interesse verso le procedure artigianali, verso un’idea di slow design. Un invito, un’opportunità di rivitalizzazione.

 

Identità arcaica e miti della tradizione.

Sardegna terra di permanenza, scrive Giovanni Lilliu, archeologo, parlando della ceramica locale e dell’identità isolana in generale, riferendosi a quel qualcosa che permane, continuità espressiva autoctona, priva di grandi stravolgimenti, che assimila le contaminazioni lentamente.

 

La ceramica neolitica, straordinaria nelle linee - con le produzioni di oggetti che quasi si sarebbero potute fare oggi con tutte le concezioni di moderno design, continua Lilliu, interpreta la forma femminile, rotondeggiante, prorompente, la Dea madre. Dopo, invece, nella ceramica nuragica la figura è asciutta, stilizzata, esprime la forza della guerra.

 

Nei periodi che seguono, fenicio, punico, romano, le ceramiche circolano numerose importate dai contatti con altre civiltà e a tutt’oggi risulta complesso definire quali fossero le produzioni locali. Produzioni che acquisteranno con certezza espressione autonoma solo nell’età moderna, perdurando quasi inalterate fino a tempi recenti.

 

La lavorazione è la terracotta, che può essere ingobbiata ed invetriata. Le forme sono poche e funzionali eseguite al tornio: le brocche, marigas, i recipienti, sciveddas, i tegami, pingiadas, i fiaschi, frascus, le ciottole, discus, e alcuni tipi di bricchi e versatori.

 

Il contesto è rurale, di sussistenza agreste e pastorale. Sono oggetti che supportano le attività quotidiane, il trasporto e alla conservazione dell’acqua, la panificazione, la preparazione dei dolci e dei cibi. Eppure non sfuggono agli abbellimenti e alle caratterizzazioni espressive. Le versioni festive appartengono ai giorni solenni, alla ricorrenza, al rito, sono lustro nel corredo. Vengono elaborate dai figuli più capaci, grafite e decorate con aggiunte plastiche, con motivi vegetali e con figure di santi e altri simboli religiosi e benauguranti.

 

Queste produzioni che appartengono alla cultura materiale locale, insieme alle produzioni di altri settori artigianali come la tessitura, l’oreficeria, l’intaglio e la cestineria, custodiscono un linguaggio segreto, intimo e suggestivo.

 

Verso il contemporaneo

Le produzioni contemporanee evolvono da ciò che è stata la vera rivoluzione nella produzione artigianale locale, la nascita della ceramica artistica.

 

Attivata agli inizi del secolo scorso da un innovativo gruppo di artisti locali, la ceramica artistica modifica il concetto sostanziale del fare artigianale attraverso l’introduzione di fondamenti oggi associabili all’idea contemporanea di design.

 

Le attività di Francesco Ciusa, Federico Melis, Salvatore Fancello, Giuseppe Biasi ed altri artisti-ceramisti introducono il concetto di arte applicata, congiunzione tra oggetto, estetica e tradizione.

 

Con l’acronimo S.P.I.C.A., Società per l’Industria Ceramica Artistica, nasce la prima attività imprenditoriale basata sul lavoro artigianale della ceramica, fondata da Francesco Ciusa nel 1919 a Cagliari. La società produce manufatti decorativi, realizzati a stampo in terracotta smaltata. L’apprendistato si sposta dalle botteghe alle scuole d’arte applicata. Nascono i primi Istituti. Ciusa insegna nella scuola di Oristano, Salvatore Fancello a Dorgali.

 

Nell’immediato dopo guerra ecco un nuovo impulso con l’intervento di artisti eclettici, come Eugenio Tavolara, che operano all’interno dell’ENAPI (Ente Nazionale dell’Artigianato e delle Piccole Industrie), e poi dell’ ISOLA (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano).

 

Ma la ceramica è anche tecnica espressiva apprezzata dagli artisti. In diversi, un esempio per tutti quello della artista Maria Lai di recente scomparsa, si lasciano coinvolgere dalla procedura artigianale ideando manufatti unici o riproducibili.